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MARTIRIA

Poco prima del concerto al JAILBREAK di Roma, ho finalmente potuto scambiare quattro chiacchiere con Andy “Menario” Menarini, mente di una delle epic metal band più valide del panorama internazionale, i Martiria. Buona lettura!

Andy, come mai ci è voluto tanto tempo per vedervi suonare dal vivo?


La situazione romana, per i concerti, è molto difficile. Non sempre si trovano organizzatori che ti garantiscano almeno il rimborso spese, e dato che noi tutti siamo gente adulta, lavoriamo, abbiamo famiglia, siamo dei veri e propri “veterani” (ride), non chiediamo certo di guadagnarci, ma il rimborso spese è il minimo! Inoltre ci sono anche problemi logistici: grazie alla disponibilità di Dario (Daneluz, nda, primo singer della band) alla voce ci siamo spinti in questa impresa, per fortuna suoneremo anche al prossimo PLAY IT LOUD e ci sarà Rick Anderson. In questo caso tutto si basa sullo sforzo di Giuliano (Mazzardi, organizzatore del festival, nda), di fatto abbiamo preso molti contatti, ad esempio per il KEEP IT TRUE, ma non siamo riusciti a trovare un accordo. Giuliano invece vive la cosa in modo diverso, con la passione dentro, e quindi con lui è stato più facile!

Il PLAY IT LOUD sarà l’unica occasione per vedervi all’opera con Rick?

Non è detto, stiamo valutando la possibilità di aggiungere qualche data immediatamente successiva, ad esempio qualcosa si era mosso in Grecia…

È più facile farvi suonare a Grecia che a Roma, insomma…

(ride) Può darsi che abbiano maggiori possibilità per eventi che coinvolgano il metal underground, hanno più interesse ad investire. Da Firenze in giù, in ogni caso, le prospettive sono davvero poche…

Urge adesso una presentazione del nuovo album!

La pubblicazione di “Time of Truth” è imminente, si parla del 15-20 Giugno, uscirà ancora per Underground Symphony e sarà molto più diretto dei predecessori! Gli arrangiamenti saranno un po’ semplificati, stasera potrai ascoltare qualche assaggio dei nuovi brani del disco, che se vogliamo è molto più metal… naturalmente ci sono sempre inserti che rimangono sul medievale, che sono un po’ il nostro trademark…

Ho potuto ascoltare sul sito della Underground il brano “The Storm”… sarà rappresentativo del sound di “Time of Truth”?

Sì, credo riassume tutte le caratteristiche del nuovo disco, è un brano più diretto con meno fronzoli e un sound più diretto. Il disco l’abbiamo fortemente voluto così.

Ci troveremo quindi di fronte ad una diminuzione dei temi religiosi?

Assolutamente sì. Il trend rimane, perché l’apporto di Rick (cristiano fervente, nda) è molto importante, e noi non disdegniamo per nulla l’argomento. Non ci riteniamo in ogni caso una christian metal band, essenzialmente nel rispetto di chi si classifica così con tutti gli intenti. Lo sforzo maggiore in questo senso è in ogni caso sostenuto da Marco (Capelli, poeta e paroliere della band, nda), una volta parlato dei temi del disco con me e con Rick è lui che stende i testi ed esprime i concetti che desideriamo.

Facciamo un bel passo indietro: come è nata la band?

I Martiria nascono nel 1987, praticamente nell’anteguerra! (ride) Eravamo allora una doom metal band stile Candlemass o Black Sabbath, dato che il cantante dell’epoca aveva una timbrica molto simile a quella di Messiah Marcolin. Dopo due o tre demo e quattro anni di attività il gruppo si è arenato, ed ho avuto altre esperienze; il discorso Martiria è tornato in ballo quasi per gioco, avevo un paio di pezzi pronti ed ho pensato di fare un tentativo per far risorgere la band. Dopo un interesse iniziale della Underground Symphony (ma per varie vicissitudini la cosa non è andata in porto), per fortuna abbiamo preso contatto con la brasiliana Hellion Records, per la quale è uscito il debut “The eternal Soul”. È davvero nato tutto per caso…

Come siete entrati in contatto con Rick Anderson?

Ci ha aiutato Bill Tsamis (chitarrista dei Warlord, band dove Rick ha militato per un breve periodo, nda), che si era appassionato ai dischi dei Dunwich (altro progetto di Andy, nda). Avevamo all’epoca un certo scambio di mail, e quando avemmo problemi di disponibilità da parte di Dario, dopo una lunga ricerca infruttuosa, mi venne in mente di chiedere a Bill se uno dei tre ex cantanti dei Warlord fosse mai disponibile. E così Rick è entrato nella band: è una persona eccezionale, umilissima, ed è sempre entusiasta di lavorare al progetto.

Ma quanto è difficile lavorare con un cantante che si trova dall’altra parte dell’oceano?

Molto, ovviamente, ma dopo l’esordio è stato tutto in discesa; gli scambi di idee sono sempre tranquilli e Rick conosce perfettamente il genere, per cui, anche se gli invio delle linee melodiche, ha libertà assoluta nell’interpretare i brani, e sa bene come metterci del suo!

Rick interviene quindi nel songwriting?

Sulla parte melodica ha facoltà di cambiare tutto quello che vuole, anche a livello di metrica, dato che il suo inglese è sicuramente migliore del mio! (ride)

Il nome della band invece come è nato?

È stato inventato dal cantante del 1987, Massimo di Vincenzo, al momento noto attore di teatro.

Una curiosità: cosa c’è disegnato nella M del logo? Non sono mai riuscito a capirlo!

(risate generali) È un grifone! Se non sbaglio il logo ci fu disegnato dal chitarrista dei Raf, una band storica con la quale avevamo contatti all’epoca.

Cosa c’è nel tuo retroterra musicale, e cosa influenza poi il sound della band?

Il mio background affonda le radici nel metal classico, sono cresciuto principalmente con Ozzy Osbourne e i Black Sabbath! Una volta conosciuti i Warlord non li ho più lasciati, quello è stato amore a prima vista, ed il modo di suonare irraggiungibile di Tsamis, che riesce a creare il supporto ritmico assieme alla melodia, è per me assolutamente invidiabile. Mi piace moltissimo anche il suo lavoro con i Lordian Guard. Tutto ciò si unisce ad altre influenze molto melodiche, che vanno dalla dance anni ’70 fino alla classica (principalmente Verdi e Puccini). Pensa che da ragazzo facevo la comparsa al teatro dell’opera, e da là è nato il mio amore per questa musica.

E adesso come si muovono i Martiria?

Andiamo sempre con i piedi di piombo! Per ora ci godiamo questo concerto, fra Settembre ed Ottobre potrebbe esserci qualche altra apparizione italiana, aspettando l’evento del PLAY IT LOUD.

Vedo che anche tu lo definisci “evento”…

Giuliano l’ha creato appositamente così ed è giusto riconoscerlo.

Qualche considerazione conclusiva? Io ti ringrazio per il tuo tempo e ti faccio l’in bocca al lupo!

Crepi! Rimango sempre stupito di quello che si è creato attorno ai Martiria. Noi viviamo tutto in modo molto naturale, ma è una bellissima esperienza godere di questi momenti, speriamo dal vivo di poter esprimere lo stesso feeling che c’è sul disco! Noi ce la metteremo tutta!

(Renato de Filippis)

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