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CRIPPLE BASTRADS

In occasione del loro recente nuovo lavoro abbiamo rivolto qualche domanda a Giulio the Bastard, voce dei Cripple Bastards.

Il vostro precedente album risale al 2003. La differenza fra le precedenti produzioni, sia sul fronte dei suoni che delle composizioni, è evidente. Cosa è successo in questi cinque anni di pausa fino al nuovo capitolo dei ‘Bastards?

Nei 5 anni trascorsi abbiamo completamente rivisto il nostro modo di comporre i pezzi, che fino al precedente “Desperately insensitive” erano quasi interamente scritti da me (sia la musica che i testi) e ritoccati/rifiniti insieme in sala prove. Dal nostro split con gli Eyehategod (del 2004) in avanti abbiamo iniziato a lavorare in 4 dalla forma embrionale di un brano fino alla stesura finale, partendo magari da qualche riff di chitarra o qualche proposta strutturale mia o del bassista, insomma si è passati a un lavoro di squadra molto diverso da prima e questo ha richiesto del tempo di “rodaggio” e perfezionamento.La voce, che in passato era la struttura portante già dalla genesi di una canzone, con “variante alla morte” è stata invece inserita in una fase successiva della stesura, e quindi ho rivisto svariate caratteristiche della metrica, per non parlare del timbro, che ha dovuto adattarsi all’accordatura ribassata, mai usata prima nella nostra discografia.

Quale è stato il percorso che vi ha portato alla Feto Records?

Nel 2002 avevamo firmato un contratto per due album con la Necropolis americana, che allora aveva sotto anche Rotten Sound, Impaled (poi passati alla Century Media), Dark Funeral, Incantation e molti altri. Purtroppo qualche mese dopo l’uscita di “Desperately insensitive” l’etichetta è fallita per problemi personali di chi l’aveva fondata e così siamo rimasti letteralmente a piedi, tra l’altro con un tour americano di 3 settimane senza neanche una copia del CD da vendere! Nel corso degli anni seguenti abbiamo tenuto contatti con varie altre label e realizzato un EP per la Southern Lord e uno per la Relapse. Poco prima di parlare con Shane Embury e optare per la FETO ci era arrivato un contratto dalla Osmose francese che il tipo ha misteriosamente ritrattato a 2 giorni da quando ce l’ha inviato! Insomma come avrai capito siamo un gruppo fortunatissimo per quel che riguarda i rapporti con le etichette… In seguito a diverse date insieme a Napalm Death e Brujeria abbiamo scelto Shane e la FETO sia perché è un’etichetta in crescita con dei nomi che stanno andando bene nella scena metal estrema sia per il semplice fatto che Shane suona grind dalle origini del genere (ed è tra quelli che l’hanno coniato) e quindi nessuno come lui è più adatto a gestire una band grindcore con 20 anni di storia come i CB.

Quale è stato l’aspetto più interessante del registrare un album fuori dall’Italia, in uno studio storico come i Fredman?

Come sicuramente sai lo studio Fredman é conosciuto in tutto il mondo per quello che viene etichettato come “Gotheborg sound”. Parte da una ripresa in analogico con un mixer primi '80s della madonna, utilizza l'ex cavò di una banca come sala di ripresa (!!) e ha un suo modo particolare di abbinare due diverse testate di chitarra per ottenere quel suono specifico che hanno determinate produzioni svedesi. Il bello é che ha un impatto devastante ma per niente iper-pulito o fighetto, riesce a dare una dinamica e una presenza incredibile a tutti gli strumenti conservando comunque lo sporco e lo sferragliante che i CB hanno dal vivo o in sala prove, cosa che qui in Italia non eravamo mai riusciti a riprodurre in perfetta sintonia con il nostro gusto.

La violenza caratterizza l’essenza dei vostri brani, sia nella musica che nei testi. E’ una reazione contro la realtà circostante o è un moto spontaneamente deflagrante?

È semplicemente il nostro modo congeniale di esprimerci.. a livello di testi e concept in reazione al malessere esistenziale che respiriamo quotidianamente, su un piano musicale come esigenza di creatività e di passione per il genere che facciamo.

Cosa fate quando non siete in sala prove o in concerto?

Ciascuno di noi ha un lavoro che si integra con l’attività della band + solita roba.. famiglie, amici, viaggi ecc…il denominatore comune è che tutti e quattro conduciamo una vita estremamente frenetica e fuori casa.

Molti gruppi per età, noia o dolori fisici abbandonano alti volumi e velocità estreme. Dopo venti anni cosa vi dà ancora tutta questa energia?

Hai detto bene, “dolori fisici”… magari visto da un osservatore esterno sembra una cazzata ma in realtà gli effetti collaterali del suonare musica estrema sono devastanti.. il passare molto tempo on the road, l’avere spesso a che fare con situazioni iper-stressanti, tensione ecc.. Tra i fattori che hai elencato è di sicuro quello fisico e il più logorante. Di recente ho visto il documentario “get thrashed” e la parte dedicata a questo argomento riflette al 100% la realtà dei fatti.. anche nel caso dei CB ti assicuro che si sono verificati numerosi “acciacchi” attraverso gli anni, ma forse un po’ l’ostinazione ad andare avanti sempre e comunque, un po’ l’averci fatto il callo e soprattutto la motivazione, alla fine ci fanno restare ancora in buona forma, anche se ci rendiamo conto che non è facile durare per un arco di tempo così esteso.

Durante i concerti riuscite a riproporre lo stesso tasso di aggressione sonora che avete impresso nel cd?

Direi forse anche di più, una caratteristica essenziale nei CB è proprio l’impatto e la negatività live.

Avete mai ricevuto critiche per quello di cui parlate nei vostri testi?

Forse sarebbe più facile ribaltare la domanda sul “quale critica non avete ancora ricevuto…” – ci è stato detto di tutto, sessisti, razzisti, omofobici – è il prezzo che si paga quando vuoi raccontare a 360° quello che senti dentro e vivi nella realtà quotidiana, senza filtri o autocensure.

I vostri fan sono più italiani o stranieri?

L’Italia è uno dei paesi dove abbiamo più seguito ma chiaramente se fai la somma di tutti i nostri fan stranieri sicuramente il numero è superiore a quella del pubblico che abbiamo qui da noi.

Quale sarà il futuro prossimo dei Cripple Bastards? Dovremo attendere altri anni per un nuovo album?

Sì, penso che passerà sicuramente qualche anno prima dell’uscita di un nuovo album in studio, queste sono le nostre tempistiche e non ci piace comporre “a catena di montaggio” secondo l’ottica che un gruppo per restare sull’onda debba per forza sfornare un disco all’anno + tour continui. Preferiamo prendercela con comodo e ragionarci su nel massimo della tranquillità. In cantiere comunque ci sono un paio di ristampe importanti che permetteranno finalmente a chi ci segue di avere raccolte complete di tutti i nostri demo, split e singoli. Si parla anche di un volume 2 per “frammenti di vita”, un disco che avevamo realizzato nel 1994 con su tutte cover di HC/Punk italiano anni ’80, per questo nuovo capitolo vorremmo fare un lato interamente HC e uno invece orientato sul thrash/speed metal nostrano di quell’epoca. Ma è ancora un progetto da definirsi.

(Mario Bove)

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