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Black Clouds & Silver Linings è la vostra ultima fatica, potresti parlarcene un po’? Come è nato il disco e come si è sviluppato nella lavorazione?
Cominciamo con il dire che siamo estremamente soddisfatti del risultato ottenuto e posso tranquillamente affermare che questo lavoro è stato molto intenso e faticoso, pretendevamo davvero molto da questo disco e lo sentivamo davvero molto molto importante. Un album dei Dream Theater che a mio avviso suona davvero molto particolare, con un suono e un identità molto ricercata senza mai perdere il filone compositivo che ci ha permesso di arrivare fino a qua. Mentre prima le maggiori idee arrivavano da John e Mike, posso dire che questo è stato davvero un grande lavoro di gruppo, siamo molto orgogliosi.
Quanto è cambiato il tuo stile e songwriting dall'inizio dell'esperienza dei Dream Theater ad oggi?
Diciamo che la mia formazione musicale è prettamente classica, anche se amo molto lo stile jazz e modern fusion. Appena entrato nella band mi sono confrontato con dei musicisti fantastici che mi hanno dato la possibilità di estendere le mie visioni musicali e così, anno dopo anno, la mia formazione musicale è diventata molto di più variegata e completa, sempre al servizio del progetto Dream Theater.
Dato che vengo dalla Toscana, sono rimasto incuriosito dal titolo dell'ultima canzone dell'album "The Count of Tuscany", me ne parli?
Questa è stata un idea di John, lui adora la Toscana e l'Italia in genere. Questa canzone è stata una sorta di sogno che John ha avuto in un momento un po’ particolare della sua vita. Sai, in alcuni momenti della tua esistenza, quando ti senti più fragile, forse sei più sensibile nel generare qualcosa di davvero speciale e quella canzone lo è!!!
In che modo scegliete le vostre setlist?
In genere è Mike che se ne occupa, cerchiamo sempre di gestire nel miglior modo possibile le nostre Hit e le nostre nuove canzoni, ma ripeto dovresti chiederlo a Mike.
Come vi sentite ad avere influenzato una generazione di chitarristi e musicisti in genere?
Grazie per le tue splendide parole! Io stesso quando sentii le prime cose della band ne rimasi colpito in maniera davvero straordinaria, il nostro stile è il frutto della fusione di esperienze che provengono dal Metal, Fusion, Opera, ecc... Abbiamo cercato sempre una nostra identità, senza guardare mai il giardino del vicino, forse è questa la grande forza ed il messaggio che la gente ha recepito e fatto suo.
Avete mai pensato di fare un disco unplugged-sinfonico, dovrebbe essere interessante,che ne pensi?
Davvero una bella idea complimenti... potrebbe essere davvero una cosa interessante, io personalmente ne sarei entusiasta visto che il mio ultimo lavoro in studio è completamente unplugged, ho usato il mio pianoforte come unica fonte di comunicazione musicale... ascoltalo ti piacerà!!!
Che tipo di ambiente, location preferite per fare i vostri show?
Ci piace moltissimo suonare davanti a tanta gente negli stadi e in posti molto grandi, ci trasmette fortissime emozioni, ma penso che la nostra location preferita siano i teatri e i club di media grandezza, forse anche perché l'acustica rende meglio.
Quale tipo di musica pensi abbia influenzato la vostra formazione e le vostre composizioni?
Come ti dicevo prima, nella nostra band le influenze sono davvero molto variegate e diverse. Vanno dai Metallica, ai Pantera, ai Led Zeppelin, al Fusion, fino a finire alla musica classica che forse è un grande nostro filo conduttore.
Come sono i vostri rapporti all'esterno del progetto Dream Theater, se mi posso permettere di chiederlo?
Mah, non ci vediamo molto fuori dal lavoro, abbiamo tutti una vita molto impegnata. Di rado può capitare che con qualcuno della band si possa andare a bere una birra o andare al cinema, ma capita davvero raramente. On the road dormiamo in posti diversi e ci vediamo on stage per provare i suoni prima dello show,siamo dei professionisti e ognuno sa cosa deve fare.
Nel vostro ultimo lavoro quale pensi sia la canzone che meglio rappresenti l'intero disco?
Sicuramente "The Count of Tuscany"... è la mia preferita, penso che quel pezzo sia l'anima del disco. |