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EVERSIN

Gli italiani Eversin debuttano con “Divina Distopia” attraverso la My Kingdom Music. La band ha una storia e un retroterra musicale di una certa portata e lo si capisce subito grazie ad un lavoro fatto di strutture musicali studiate e multiformi.

Comincio subito a chiedere a Ignazio Nicastro, bassista, chi erano i Fvoco Fatvo e perchè la Alkemist Fanatix Europe, o chiunque lo abbia deciso, ha voluto cambiare il nome?

Innanzitutto vorrei ringraziare te Alberto per le bellissime parole che hai speso sul nostro lavoro e tutti gli addetti ai lavori di Disintegration per lo spazio che ci state dando…Chi erano i Fvoco Fatvo…(non pensavo che mi si potesse porre una domanda tanto Morandiana, ahahahah!!!) Beh, i Fvoco Fatvo sono stati a mio avviso un’ottima band che ha saputo sfornare due promo ed un album, ricevendo ottime recensioni e facendo tanto parlare di se. Una band che è stata capace di suonare Metal raffinato ed intelligente e che ha divertito divertendosi durante i concerti dal vivo. Una band che ha deciso di uscire dalle scene per dare vita agli EVERSIN, dato che la musica dei Fvoco Fatvo pur essendo sempre e solo appannaggio mio di Giangabriele e di Angelo, era legata anche ad un quarto componente, che nel 2007, fortunatamente lasciò il gruppo. Da quel momento tutti noi abbiamo vissuto una vera e propria rinascita musicale, ricominciando a vivere il gruppo e a suonare il Metal che abbiamo sempre amato. La Alkemist non ha avuto un ruolo particolare per il cambio moniker. Abbiamo deciso noi tre per i motivi che ti ho appena elencato, e devo dire che la mossa è stata azzeccata. La proposta musicale dei Fvoco Fatvo era ben diversa di ciò che sono oggi gli EVERSIN.

Come è andata con il vostro primo album “Our Elegy” (realizzato con il nome FVOCO FATVO)?

Uhm…Tra alti e bassi diciamo che non ci possiamo lamentare. Ha ricevuto molte buone recensioni. Certo, si deve anche dire che il disco era composto da materiale già conosciuto, ad eccezione della title-track, dato che contenuto nei precedenti promos. In linea di massima non è andata per nulla male. Penso che “Our Elegy” abbia saputo conquistare per la spontaneità e la raffinatezza della proposta.

Come è stato lavorare nei New Sin Studios? Il risultato finale è qualitativamente ottimo.

Grazie per i complimenti. In realtà abbiamo registrato tutto l’album presso degli studi di Agrigento. Detti studi sono di proprietà di Mimmo “Master”Petrella, il ragazzo che si è occupato delle linee di tastiera. Ci siamo affidati ai New Sin solo per il mastering finale, e devo dire, anche se non ce n’è bisogno che la professionalità e la qualità che ha saputo darci Luigi è davvero sopra le righe.

Di cosa parla nei testi il vostro album "Divina Distopia”?

Alcuni testi sono legati tra loro, ma non raccontano una storia a concetto. Di solito mi occupo io delle lyrics, ma in Divina Distopia hanno scritto tanto anche Gianga ed Angelo, adattando a volte i loro testi a ciò che io stavo sviluppando. Si va da testi che parlano delle nostre esperienze a testi meno intimisti che attraverso metafore e parallelismi denunciano realtà che non ci piacciono.

L'album è musicalmente ricco, suonate, se posso "bollarvi" così, un dinamico techno-power thrash. Quanto è impegnativo in fase di scrittura prima e incisione poi, essere così progressivi? Ammesso che lo sia, difficile!

Ad essere sincero non ci siamo mai posti il problema…Mi spiego meglio. Ciò che senti in Divina Distopia è esattamente ciò che abbiamo scritto e poi registrato senza mai esserci posti il problema di essere o non essere in un determinato modo. I brani sono molto vari, aggressivi, Thrashy e ricchi di energia, ecco perché Techno Power-Thrash. Ma detta etichetta l’abbiamo scelta solo dopo, poco prima di dare il master alla MKM, per meglio far capire cosa si può trovare sul disco. Non abbiamo scritto musica in funzione di un genere. Certo, è innegabile che in Divina Distopia si possano trovare chiare influenze di Megadeth, Annihilator o Iced Earth, ma penso sia inevitabile, dato che tutti noi adoriamo questi gruppi. Ti dirò di più. Spero di riuscire ad eliminare del tutto la tastiera sul prossimo disco. A mio avviso rende il sound troppo progressive e poco Metal.

Il rapporto con la My Kingdom Music è soddisfacente?

Assolutamente si. La MKM ci soddisfa, e parlo a nome di tutta la band, perché crede nelle band che produce. E’ una label seria senza grilli per la testa, che fa bene il proprio mestiere e va avanti senza paranoie. Se abbiamo bisogno di qualcosa chiediamo e se la cosa è fattibile si fa. Francesco è un ragazzo serio, che sa dove mettere le mani. Penso che allo stato attuale la MKM sia una tra le migliori label italiane, se non la migliore. E poi come assoluta garanzia ci sono le band che ne compongono il roster. Dategli un’occhiata.

Cosa ne pensi della scena metal italiana? L'impressione è che abbiamo delle buone proposte, ma restiamo sempre indietro rispetto ad altri paesi. Ne convieni?

La scena italiana è in crescita, ma che comunque è ancora lontana dal raggiungere le scene Metal dell’ Europa del nord. In Italia c’è troppa esterofilia, specialmente da parte degli addetti ai lavori in ambito discografico. Tanti paroloni, ma poi si ricade sempre negli stessi errori. Buone band ce ne sono, ma sta a vedere se e come resistono alla prova del tempo. Inoltre a mio avviso in Italia ci sono troppe prime donne che si atteggiano a rock star. La scena non è coesa e questo non può che danneggiare.

Lavorerete per andare in tour o comunque di approntare delle date per promozionarvi?

Proveremo a suonare dal vivo in estate. Il problema sta nel fatto che abbiamo del lavori che ci tengono davvero impegnati. Io, così come Giangabriele, vivo fuori dalla mia Sicilia, perciò coordinarsi non è semplicissimo. Ma ci impegneremo per portare il nuovo disco su qualche palco… Se non sarà possibile ci dedicheremo al nuovo capitolo in studio, e posso assicurarti che da come sta venendo fuori, spaccherà il culo ai passeri.

Al momento esistono solo le condizioni per restare in tre? Avete qualcuno che in fase di scrittura del materiale vi segue come batterista o con altri strumenti?

Gli EVERSIN sono un trio, e un trio resteranno. Abbiamo già provato l’ esperienza di un quarto elemento e diciamo che ci siamo scottati a dovere. Per il songwriting non ci segue nessuno. Scriviamo i brani in 3, e a seconda delle necessità, Angelo o io, che siamo discreti batteristi, ci dilettiamo ad improntare le parti di batteria. Parti che servono solo come linea guida, e che vengono poi registrate in studio da un batterista vero. Per la tastiera il discorso è stato un po’ diverso, dato che se n’è occupato Mimmo in studio una volta che i brani erano praticamente ultimati. Ma come ti dicevo prima, per il prossimo album, penso che il problema tastiera sarà solo un ricordo lontano.

Alberto Vitale

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