Cari lettori, dopo due anni e tre mesi di onorata militanza nello staff di Disintegration, posso dirvi che, in ambito power, non ho mai sentito un album bello come questo! Ebbene sì, dopo numerosi problemi organizzativi, ritardi in produzione, cambi di line-up e chi più ne ha più ne metta, i palermitani Thy Majestie, attesi alla prova del 9, sfornano per la Scarlet una prova grandiosa. Musicalmente parlando non ci discostiamo molto, in questo terzo album, dalle coordinate del già ottimo “Hastings 1066”: power-prog con assoli a cascata, ritornelli orecchiabili, qualche cambio di tempo, reminescenze medievaleggianti, ritmiche rocciose, e cori operistici (un po’ di meno stavolta, a dire il vero). Ma il songwriting è ancora maturato, il nuovo vocalist Giulio di Gregorio, dalla timbrica più aggressiva, non fa affatto rimpiangere il grande Dario Grillo, ed il risultato finale è di altissimo livello. Ascoltate per credere la canzone simbolo “The Chosen”: una brevissima intro dal sapore guerriero, poi subito basso e batteria in bella evidenza, quindi accattivanti melodie di tastiera fino all’ingresso della voce che ci porta verso un refrain in stato di grazia, seguito dagli assoli che sono il vero trademark dei nostri! E che dire della opener “Maiden of Steel”, veloce e granitica? Della più ragionata e lunga “…for Orleans”, dove le influenze medievali si fanno più scoperte? Di “Siege of Paris”, altro simbolo del sound barocco e trascinante dei nostri? Dell’accorata “Time to Die”, che svela il loro lato più “sentimentale”? Di… mi fermo qui ma avete capito come la penso: i Thy Majestie sono una delle band italiane più sottovalutate, ma adesso è giunto il momento di tributare loro gli onori che meritano. Grazie ragazzi, tenete alta la bandiera del metal nostrano! E speriamo prima o poi di riuscire a vedervi dal vivo, nonostante la rarità delle vostre apparizioni pubbliche…
(Renato de Filippis) Voto: 8
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