L’ultimo doppio cd di Steve Vai è un mattone troppo difficile da metabolizzare? “Supercolossal” vi fa rimpiangere dannatamente i tempi di “Surfing with the Alien”? Vi siete stancati del suono coi sette distorsori in fila dell’ultimo Petrucci, che pare voglia a tutti i costi suonare coi Darkthrone? Bene, ve la consiglio io la cura! L’ultimo lavoro solista dell’italianissimo Simone Fiorletta!!! Dopo i già ottimi consensi ottenuti con la band madre Moonlight Comedy e il primo solista “Parallel Worlds”, il nostro tocca il suo apice compositivo con il suo “Diario segreto”, edito sempre dalla finlandese Lion Music.
Il Fiorletta sforna un disco di chitarra rock strumentale come non ne sentivo da tempo! Era dall’uscita di un album come “On the Edge” del francese Patrick Rondat che un guitar hero non mi colpiva così tanto il cuore con un suo lavoro! C’è così tanta melodia in “My secret Diary”, filtrata attraverso un sapiente uso dei suoni di chitarra e melodie, da far venire voglia di ascoltarlo più volte! Mi ha portato alla mente con i ricordi i primi e inarrivabili lavori del mestro Joe Satriani, ovvero tanto feeling e giusta tecnica al sevizio del brano, il tutto filtrato attraverso un’ottica musicale tutta italiana! Si sente come infatti il sound non sia omologato allo U.S.A. style così in voga tra i chitarristi odierni. Simone Fiorletta è un chitarrista giovane, fresco, dinamico e con molte cose da dire. Ascoltare “Welcome, Anita” rimette in pace col mondo, l’acustica di “Only Three Minutes to Dream” tocca il cuore nonostante giochi su semplici arpeggi, mentre “You are my Present…” non può non ricordar le leggiadre melodie dell’asso Patrick Rondat. Per non parlare dell’esilarante hard/boogie/blues di “Brawl in a Saloon”! Questo lavoro, a mio modesto parere, sbanca di brutto tra le uscite di rock strumentale del 2007... non avevo mai messo un voto così alto ad un disco strumentale!
(Marco Girardi) Voto: 7,5/10 |