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| FEAR FACTORY |
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| “Mechanize” |
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(AFM/Audioglobe) |
La premiata ditta Bell & Cazares fa pace e torna a far danno con una gragnola di note suonate con la precisione letale di un fucile semi automatico. “Mechanize” è il come back atteso da molto tempo, sia per il marchio della Fabbrica della paura, sia per l’ingresso alle pelli di Gene Hoglan in luogo di Raimond Herrera. Risultato? I FF ripropongono il loro inconfondibile stile che ha marcato la “disumanizzazione” delle ritmiche oltre che aprire la strada al moderno metal core, con riff martellanti e ritornelli melodici di facile ascolto. Prima dello split ci avevano lasciati con l’opaco “Digimortal” del 2001, trascorrendo questi anni su strade diverse: Bell rimasto nei FF per pubblicare due album senza troppa infamia, ma senza nemmeno una lode, mentre Cazares si era dedicato al grind death di Brujeria e Asesino. Dopo tanti anni la carica esplosiva del gruppo non è diminuita anzi è andata ad aumentare. Il sound classico FF, testimoniato da “Industrial Disciple” o “Oxidizer”, subisce un aggiornamento moderno come nell’ipnotiche “Designing The Enemy” e “Metallic Division”, che respirano atmosfere sulfuree dei Messhugah. Ci sono poi passaggi in cui si dà più spazio al brutal death con il singolo “Powershifter” e “Controlled Demolition” in cui Hoglan acquista decisamente un posto di primo piano con la sua inconfondibile firma sulle campane dei piatti. Sulla distanza, l’album si mostra stilisticamente più vario rispetto al passato, anche se mancano brani memorabili come su “Demanufacture”.
(Mario Bove) Voto: 7/10
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