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Copertina
KAIPA
"Keyholder"
(Insideout-Audioglobe)
 

Il precedente "Notes From The Past" non mi aveva letteralmente entusiasmato, mentre "Keyholder" si presenta come uno dei must progressive dell'ormai passato 2003 (ed infatti ci scusiamo per la tardiva recensione). Roine Stolt co. hanno infatti confezionato un lavoro senza una minima sbavatura, un cd che si pone come doveroso omaggio alla gloriosa scuola di Canterbury. Ancora una volta siamo di fronte a composizioni lunghe e complesse, con frequenti cambi di tempo e realative "variazioni sul tema", ma in "Keyholder" (ed è questa la grande differenza con "Notes...") si arriva alla fine del platter con la sana voglia di premere nuovamente play sul tasto del lettore. Non ci sono momenti fiacchi, nessun filler, sono tanta buona musica che rifà in toto alla tradizione dei seventies (Camel e Caravan) e in particolar modo ai Genesis di "Foxtrot" e "Nursery Crime". Ed ecco allora l'abbraccio simbolico delle calde note dell'hammond e la voce del cantastorie Patrik Lundstom, che spesso si lascia accompagnare dall'ugola incantevole di Aleena, diventare l'ossatura dei pezzi come "Lifetime Of Jouney", "The Weed Of All Mankind" oppure di "Sonic Pearls". Potrei citare anche le altre songs della tracklist, perché ognuna ha la propria peculiarità, la verità è che "Keyholder" è un disco che va gustato tutto d'un fiato senza esitazioni, con la consapevolezza che i Kaipa ci hanno consegnato un opus che ridicolizza le tante (modeste) uscite prog di questi ultimi anni. I Kaipa, pur vantando una militanza storica nella scena, hanno sempre raccolto molto poco, non lasciamo che la fiamma si spenga ancora una volta. Da avere assolutamente!
(Luca Visconti) Voto:8

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